Categoria: Aversa

Innovazione e Didattica: gli Open Day dell’Istituto “Gaetano Parente”

L’Istituto comprensivo “Gaetano Parente” da ieri accoglie famiglie e studenti per gli Open Day, in programma anche oggi e il 18 gennaio. Questi eventi rappresentano un’occasione unica per esplorare l’ampia offerta formativa e le innovazioni che caratterizzano l’istituto, destinato a confermarsi come uno dei più moderni della città.

La scuola si distingue per essere l’unica nel territorio locale a integrare classi digitali Apple, il metodo DADA (Didattica per Ambienti di Apprendimento) e percorsi specifici in ambito sportivo e coreutico. Dal prossimo anno scolastico, inoltre, il plesso “Diaz”, storica sede della scuola primaria, introdurrà il tempo pieno per le classi prime, rispondendo alle crescenti esigenze delle famiglie.

Gli Open Day si articoleranno in tre appuntamenti distinti. Si è iniziato Venerdì 10 gennaio, presso i plessi “Diaz” e “Siani” per presentare l’offerta educativa della scuola primaria. Oggi Sabato 11 gennaio, dalle 10 alle 12, sarà il turno della scuola dell’infanzia “Magia dei Colori”. Infine, sabato 18 gennaio, dalle 17 alle 19, presso la sede di Via Salvatore Di Giacomo, sarà possibile approfondire le opportunità offerte dalla scuola secondaria di primo grado.

Questi incontri non saranno semplici visite guidate, ma veri e propri percorsi esperienziali. I visitatori potranno scegliere tra cinque itinerari tematici, ognuno progettato per mostrare aspetti specifici del progetto educativo. Gli alunni, protagonisti attivi dell’evento, guideranno i partecipanti attraverso laboratori, dimostrazioni e attività pratiche.

Per la scuola secondaria, verranno presentati i risultati di iniziative già avviate, che spaziano dalle discipline STEAM alla Webradio d’istituto, fino alla realizzazione di cortometraggi. Questi progetti testimoniano l’impegno della scuola nell’offrire strumenti innovativi per la crescita personale e didattica degli studenti.

Il metodo DADA, una delle peculiarità più apprezzate dell’istituto, introduce un approccio organizzativo che promuove l’autonomia degli alunni, ispirandosi a modelli educativi nord-europei. In questo sistema, non sono gli insegnanti a spostarsi tra le aule, ma gli studenti, che accedono a spazi appositamente attrezzati per le diverse materie.

Un’altra novità attesa è l’avvio dell’indirizzo coreutico, che arricchirà ulteriormente il panorama formativo, offrendo opportunità di crescita anche in ambito artistico.

Durante gli Open Day, i genitori potranno confrontarsi con la dirigente scolastica Angela Sodano, i suoi collaboratori e i docenti, ricevendo informazioni dettagliate e chiarimenti. L’iniziativa è concepita per favorire un dialogo aperto tra la scuola e le famiglie, consentendo loro di comprendere appieno le potenzialità educative offerte.

Con questa serie di appuntamenti, l’Istituto “Gaetano Parente” si conferma un punto di riferimento per l’istruzione innovativa, capace di coniugare tradizione e modernità.

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L’incidente alla Frigo Caserta, analizziamo le ragioni dell’ennesima tragedia sul lavoro

La sicurezza sul lavoro torna a far parlare di sé con un nuovo incidente mortale a Gricignano di Aversa. La questione solleva interrogativi urgenti sulla priorità data alla salute dei lavoratori rispetto al profitto.
Un tragico evento ha scosso la comunità di Gricignano di Aversa e l’intero agro aversano, dove una fuga di gas ammoniacale ha innescato un vasto incendio all’interno della Frigo Caserta, azienda di logistica alimentare specializzata nella conservazione di prodotti freschi e surgelati. L’incidente, che ha provocato la morte di un operaio esterno impegnato in lavori di manutenzione nei pressi di un tubo esploso, ha anche causato intossicazioni tra i dipendenti presenti sul posto. Questo evento rappresenta il secondo decesso sul lavoro nell’arco di dieci giorni nella stessa struttura.
I sindacati hanno espresso indignazione per la ripetizione di tragedie evitabili, evidenziando come il profitto continui a prevalere sulle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro. La catena di appalti e subappalti, spesso accompagnata da normative che peggiorano le condizioni lavorative, sembra aggravare ulteriormente il problema.
La Frigo Caserta è una delle principali piattaforme logistiche per il freddo nel Centro-Sud Italia, attiva dal 1974. Nel novembre del 2023, l’azienda aveva annunciato l’avvio di un nuovo progetto di espansione grazie a finanziamenti pubblici per un totale di 21,2 milioni di euro, di cui 8,5 a fondo perduto. Questo piano prevedeva l’assunzione di 25 nuovi lavoratori.
L’investimento, reso possibile attraverso le agevolazioni concesse da Invitalia, rientra in un piano più ampio per il rilancio di un’area industriale definita “di crisi complessa”. Tuttavia, questa crescita economica contrasta drammaticamente con la mancanza di standard adeguati di sicurezza sul lavoro.
L’incidente di questi giorni non è isolato. Alla fine di dicembre, un operaio di 39 anni è rimasto ucciso nella stessa azienda, schiacciato da un muretto durante lavori di manutenzione. Due morti in meno di due settimane, nello stesso contesto lavorativo, rappresentano un campanello d’allarme che non può essere ignorato.
Secondo i sindacati, questi incidenti non sono solo il risultato di disattenzioni individuali, ma riflettono un problema strutturale. La continua esternalizzazione delle attività tramite appalti e subappalti contribuisce a creare un ambiente in cui le responsabilità in materia di sicurezza vengono spesso diluite. Ciò si traduce in una tutela inadeguata per i lavoratori coinvolti.
Le organizzazioni sindacali chiedono un’azione immediata per fermare quella che definiscono una “strage silenziosa”. La necessità di normative più rigorose e controlli più frequenti emerge con forza. La sicurezza sul lavoro deve essere trattata come un valore imprescindibile, non come un costo da ridurre per massimizzare i profitti.
La prevenzione e il rispetto delle norme non possono essere lasciati al buon senso o alla discrezione delle aziende. Ogni incidente sul lavoro è una tragedia che colpisce non solo i diretti interessati, ma anche le loro famiglie e l’intera comunità.
L’incidente alla Frigo Caserta richiama l’attenzione su un problema più ampio che affligge il sistema produttivo della provincia di Caserta. Nonostante i progressi tecnologici e le normative vigenti, la sicurezza sul lavoro rimane un ambito spesso trascurato. Investire in infrastrutture moderne e procedure preventive non è solo un obbligo morale, ma anche un elemento fondamentale per garantire una crescita economica sostenibile.
Questa tragedia è un monito per le istituzioni e per il mondo imprenditoriale. La salute e la sicurezza dei lavoratori devono essere poste al centro di ogni progetto di sviluppo. Senza un cambiamento culturale e strutturale, episodi come quello di Gricignano di Aversa rischiano di diventare una tragica routine.

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Il comandante della Polizia Municipale potrebbe lasciare l’incarico per trasferirsi nelle Marche

Nuovi scenari si aprono per Stefano Guarino, comandante della Polizia Municipale di Aversa, che potrebbe presto lasciare il suo ruolo attuale. Guarino risulta, infatti, tra i vincitori di una selezione promossa dal Ministero dell’Interno per incarichi dirigenziali, ottenendo l’assegnazione alla Prefettura di Fermo come dirigente dell’ufficio contabilità.

Questa prospettiva segna un momento di cambiamento non solo per il comandante, ma anche per il Comune di Aversa, che potrebbe trovarsi nuovamente a dover gestire un avvicendamento alla guida della Polizia Municipale. La decisione finale, tuttavia, dipenderà dal via libera che l’amministrazione comunale sarà chiamata a concedere o negare.

Non è la prima volta che il futuro professionale di Guarino suscita discussioni. In passato, la commissaria Gerardina Basilicata aveva bloccato il nulla osta che gli era stato concesso nel 2022 dall’ex sindaco Alfonso Golia, annullando il trasferimento al Ministero del Lavoro. Tale decisione fu confermata anche dal Tribunale del Lavoro, che respinse un ricorso presentato dal comandante contro il Comune.

Ora, con un nuovo incarico all’orizzonte, si attende di conoscere se Aversa sarà pronta a rinunciare a una figura chiave come quella di Guarino o se si tenterà di trattenerlo ancora una volta.

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La violenza nel racconto di chi l’ha davvero vissuta

“Sono Ilaria e ho venti anni, sono Ernesto e ho diciannove anni” così inizia l’intervista ai due fidanzati reduci da una esperienza di “ordinaria follia” che, sempre più di frequente, infesta le strade della nostra città.

La sera del 30 novembre scorso, mentre passeggiavano nel vicoletto che collega la via del Seggio alle centralissime “Villa Comunale” e “Piazza Municipio”, venivano sorpresi da un’ondata di violenza che procurava ad Ernesto contusioni e ferite al volto, poi refertate all’ospedale “Moscati” e prontamente denunciate alla caserma dei Carabinieri di Aversa.

I giovani fidanzati quella notte erano in compagnia di altri ragazzi, anch’essi picchiati selvaggiamente così come, poco dopo e sempre negli stessi luoghi, un altro gruppo di giovani che Ernesto racconta di avere incontrato al pronto soccorso.
Ragazzi tristemente accomunati dall’amaro destino di avere incontrato quella stessa sera dei balordi, probabilmente gli stessi, anche se saranno le indagini, si spera, ad identificare e perseguire i responsabili.

“Grazie per averci dato questa opportunità”, esordisce subito Ilaria, miracolosamente sfuggita alla furia del branco perché, al momento dell’assalto, si trovava un po’ più indietro rispetto al gruppo in compagnia di un’altra amica, fidanzata di uno dei ragazzi che, assieme ad Ernesto e ad altri amici, subivano le percosse riportando lesioni.

Comprensibilmente, sia lei, che la sua amica, sebbene miracolosamente sfuggite alla violenza, sono rimaste profondamente segnate dall’accaduto. Ilaria, cosa hai provato nell’immediatezza dei fatti e, soprattutto, cosa senti adesso ad un mese dal fatto? “All’inizio ho provato un enorme senso di rabbia: non potevo credere a quanto stesse succedendo proprio davanti ai miei occhi, così all’improvviso e senza motivo.

Adesso sono passata ad un senso di accettazione, sto cercando di tornare lentamente alla normalità: ieri è stato il primo giorno in cui io ed Ernesto abbiamo fatto una ‘vera uscita’ insieme come facevamo prima, però non riusciamo ancora a percorrere il vicoletto dove è successo il fatto e da allora giro con uno spray al peperoncino in borsa”.

Ernesto, cosa è successo esattamente? “Mentre stavamo a metà del vicoletto, dei ragazzi alti almeno un metro e novanta dai tratti somatici tipici dell’est europeo, che non avevamo mai visto prima, hanno utilizzato l’espediente della rapina per approcciarci e colpirci”.
Aggiungendo, subito dopo, “per fortuna lo posso raccontare…”. Assurda e amara considerazione di un ragazzo consapevole del fatto che se quei soggetti avessero avuto un’arma oggi racconteremmo un altro epilogo, ben più tragico.

Nonostante il trauma, avete avuto la forza e il coraggio di raccontare la vostra esperienza. Cosa vi ha spinto? “Crediamo sia importante che le persone conoscano la situazione in cui versa la nostra città attraverso le parole dirette di chi ha subito violenza e speriamo possa servire a sollecitare chi di dovere ad intervenire soprattutto nelle zone notoriamente più pericolose”.

Cosa chiedereste “a chi di dovere” perché non accadano più fatti del genere?
“Sicuramente che devono smettere di trascurare questi fatti perché, ormai, succedono sempre più di frequente e non è possibile che le persone debbano avere l’ansia di camminare per strada. Inoltre, la presenza di più pattuglie perché quando succede un fatto come il nostro il primo pensiero è chiamare l’autoambulanza che ti deve prestare soccorso. Magari se ci fosse stata qualche pattuglia quei soggetti sarebbero stati fermati invece di scappare”.

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Emergenza nelle scuole di Aversa: freddo, infiltrazioni e proteste

Aversa sta affrontando una grave crisi nelle sue scuole, caratterizzata da disagi strutturali e organizzativi che stanno esasperando studenti, genitori e personale scolastico. Le condizioni precarie degli istituti cittadini, tra termosifoni guasti, infiltrazioni d’acqua e ambienti degradati, sono diventate insostenibili per chi vive quotidianamente queste realtà.

Al ritorno dalle vacanze natalizie, gli studenti della scuola “Cimarosa” si sono trovati ad affrontare un altro inverno in aule gelide, a causa del mancato funzionamento dei termosifoni. Questo problema, purtroppo, non rappresenta una novità.

La situazione non è limitata a un singolo istituto. Lo scorso mese, i genitori e gli alunni delle scuole “Wojtyła”, “Stefanile”, “De Curtis” e altri plessi si sono uniti in un sit-in davanti al Municipio. Durante la protesta, hanno denunciato una lunga lista di problematiche, tra cui infiltrazioni d’acqua che rendono pericolosi gli ambienti, cortili invasi dall’erba alta e frequenti infestazioni di insetti e roditori.

Le famiglie hanno inoltrato esposti al Prefetto di Caserta e all’ASL locale, ma l’attesa di risposte concrete si prolunga. Nel frattempo, la situazione sembra peggiorare. Nei plessi del Terzo Circolo Didattico, ad esempio, i riscaldamenti hanno funzionato solo sporadicamente in alcune classi, lasciando molte altre al freddo, nonostante le temperature invernali.

Di fronte a questa realtà, alcuni genitori stanno valutando misure drastiche, come tenere i figli a casa o avviare uno sciopero delle attività didattiche. La frustrazione cresce, e le famiglie chiedono interventi immediati per tutelare il diritto all’istruzione e alla salute dei loro figli.

I problemi delle scuole di Aversa non si limitano al riscaldamento. Al plesso “Wojtyła”, infiltrazioni e intonaco pericolante rappresentano un serio rischio per la sicurezza. Al “IV Circolo Didattico” di via Giotto, la situazione non è diversa: aule fredde e strutture fatiscenti peggiorano ulteriormente il quadro.

Nonostante denunce e sopralluoghi, l’amministrazione comunale non ha ancora fornito risposte adeguate. Questo immobilismo alimenta il senso di abbandono tra le famiglie e il personale scolastico, che chiedono soluzioni rapide e concrete.

La protesta delle famiglie aversane non è solo una questione di comfort, ma riguarda diritti fondamentali come l’istruzione e la sicurezza. Le condizioni attuali non solo compromettono la salute degli studenti, ma minano anche la qualità del loro percorso educativo.

Con il malcontento in crescita e il rischio di ulteriori proteste, diventa sempre più urgente un intervento deciso. Per Aversa, città storicamente legata all’importanza dell’istruzione, è fondamentale affrontare e risolvere queste criticità, restituendo dignità alle sue scuole e garantendo un futuro migliore ai giovani cittadini.

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