La vigilia di Pasqua ad Aversa ha fatto registrare due furti a due negozi, mentre un bar è stato danneggiato, dopo l’episodio di cronaca con una rissa degenerata nel cuore della città e conclusasi con arresti e interventi multipli delle forze dell’ordine. L’ennesima conferma di una realtà che i cittadini denunciano da tempo: Aversa sta vivendo una crisi profonda sul piano della sicurezza e della vivibilità.
Abbiamo intervistato l’avv. Mario Tozzi, già Consigliere comunale più volte ed Assessore alle Politiche Sociali del Comune normanno. “Non si tratta più di episodi sporadici – ci dice. In diverse zone della città, la situazione appare stabilmente compromessa. Piazza Vittorio Emanuele, via Isonzo, il parco Pozzi e l’area della stazione ferroviaria sono ormai indicati come punti critici, dove – soprattutto nelle ore serali – si concentrano fenomeni di spaccio, risse frequenti , furti e atti di vandalismo che stanno progressivamente erodendo il tessuto urbano e sociale. In particolare, piazza Vittorio Emanuele rappresenta oggi uno dei simboli più evidenti di questo degrado: la presenza costante di soggetti dediti ad attività illecite è percepita dai cittadini come inquietante e incompatibile con una normale fruizione degli spazi pubblici. Proprio in queste aree diventa indispensabile un intervento immediato e concreto: installazione di sistemi di videosorveglianza efficienti e presidi costanti delle forze dell’ordine, affinché lo Stato torni ad essere visibilmente presente sul territorio”.
Mario Tozzi ha messo effettivamente il dito nella piaga: residenti e commercianti parlano apertamente di una presenza costante di gruppi dediti ad attività illecite. Una presenza che genera paura, allontana le famiglie e mette in ginocchio le attività economiche. Non è solo una questione di ordine pubblico: è la qualità della vita di un’intera comunità ad essere messa in discussione.

“Accanto a ciò – continua l’ex Assessore – emerge un ulteriore elemento di forte criticità: la presenza diffusa di immobili occupati abusivamente o comunque sottratti a regole e controlli, che diventano spesso punti di appoggio per chi vive e opera nell’illegalità. E’ indispensabile avviare verifiche puntuali e, ove necessario, procedere con sgomberi e ripristino della legalità anche sotto il profilo abitativo e urbanistico. Sotto il profilo giuridico, gli strumenti non mancano. Il cosiddetto DASPO urbano, introdotto dal decreto legge n. 14/2017, consente di allontanare soggetti che pongono in essere condotte che limitano la fruibilità di spazi pubblici. Allo stesso modo, le ordinanze sindacali contingibili e urgenti possono intervenire in situazioni di degrado e pericolo per la sicurezza urbana, mentre le norme del codice penale e del testo unico sull’immigrazione prevedono specifiche misure nei confronti di chi si rende responsabile di reati o si trova in posizione irregolare. E’, dunque, evidente che la questione non è l’assenza di strumenti normativi, ma la necessità di un loro utilizzo sistematico, coordinato e senza esitazioni. La legalità deve essere garantita sempre e per chiunque: questo è il fondamento dello Stato di diritto”.
“E’ necessario essere chiari: qui non si tratta di intolleranza, né di alimentare contrapposizioni – ci tiene a puntualizzare l’avvocato. Il punto è un altro, fondamentale e non negoziabile: il rispetto delle regole. La legalità deve essere garantita sempre e per chiunque. Quando, però, intere aree diventano teatro abituale di illegalità, il problema non può più essere ignorato o minimizzato. Le conseguenze sono già evidenti. Alcuni quartieri stanno perdendo valore, sia dal punto di vista immobiliare che sociale. Il rischio concreto è quello di una progressiva desertificazione urbana, con cittadini che scelgono di andare via e investimenti che si spostano altrove. Le forze dell’ordine continuano a operare, spesso in condizioni difficili e con interventi sempre più frequenti, come dimostrato anche dall’ultimo gravissimo episodio. Ma è evidente che non basta intervenire a posteriori. Serve una strategia chiara, forte e continuativa: maggiore presenza sul territorio, controlli serrati, riqualificazione delle aree degradate e politiche capaci di prevenire, oltre che reprimere, i fenomeni di illegalità. Aversa non può e non deve abituarsi a tutto questo. I cittadini hanno diritto alla sicurezza, al decoro e alla serenità. Continuare a ignorare o sottovalutare il problema significherebbe accettare un lento ma inesorabile declino”.
Come non dare ragione all’avv. Tozzi: il tempo delle analisi è finito, è arrivato il il momento delle decisioni.
di Nicola De Chiara
Nella foto: Mario Tozzi e piazza Vittorio Emanuele diventata luogo di risse e di spaccio










