Sul Referendum sulla Giustizia, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Raffaele Oliva, avvocato penalista e Consigliere comunale della lista “Immagina Aversa”.
Cari amici, da avvocato penalista credo convintamente che Il referendum confermativo del 22 e 23 marzo non rappresenti assolutamente un mezzo per dare più potere all’organo esecutivo e meno al giudiziario, ma rappresenti la svolta per una giustizia finalmente più equa e meno politicizzata.
Riflettiamo sul fatto che anche passati governi di sinistra hanno cercato di riformare la giustizia: il governo Prodi nel 2007 attraverso il ministro della Giustizia Mastella decide di sdoganare la riforma Castelli sull’ordinamento giudiziario e le conseguenze furono un’indagine contro Mastella stesso che portò agli arresti domiciliari la moglie Sandra Leonardo. Entrambi verranno poi assolti, ma per quei fatti cadde il governo Prodi.
Non ho riportato apposta il classico esempio del presidente Berlusconi proprio per sottolineare che in alcuni casi storici il potere giudiziario ha fatto più politica sia della sinistra che della destra.
Votando SI il potere politico dei magistrati non sparirà del tutto, ma verrà ridimensionato in modo radicale.
Votando Si finalmente separeremo le carriere dei Giudici da quelle dei Pubblici Ministeri, rafforzando il ruolo terziario del magistrato giudicante.
Votando SI avremo due C.S.M. differenti con un sistema di sorteggio per una parte dei membri, oggi invece eletti direttamente dai magistrati.
Ma, soprattutto, votando SI gli errori dei Giudici e dei Publici Ministeri saranno giudicati da un’Alta Corte disciplinare, funzione oggi svolta sempre dal C.S.M. in parte eletto dai magistrati.
Invito tutti i cittadini che non vivono in prima persona il sistema giudiziario a scegliere in maniera informata, senza alcuna influenza partitica perché questa riforma non ha alcun colore di parte, ma soltanto lo scopo di un sistema giudiziario più equo e giusto per gli Italiani.
di Raffaele Oliva
Nella foto: Raffaele Oliva










