E’ stato forse l’incontro più partecipato ad Aversa tra quelli dedicati al referendum sulla giustizia dei prossimi 22 e 23 marzo 2026. Ci riferiamo all’appuntamento tenutosi martedì 10 marzo 2026 su “Le ragioni del si” promosso ed organizzato dall’ex parlamentare Paolo Santulli (e per ben sette volte Consigliere comunale) nell’aula consiliare del Comune di Aversa. Un incontro con relatori d’eccezione a cominciare dall’ex magistrato Luca Palamara, che si è collegato a distanza via web, e dal magistrato del tribunale di Napoli Nord Giuseppe Cioffi. L’avvocato Pasquale Fedele ha moderato anche gli interventi di Carmine Antropoli, responsabile dei Comitati per il si in provincia di Caserta, e degli avvocati Domenico Smarrazzo e Bruno Simeone.
A portare i saluti è stato il padrone di casa, il Sindaco di Aversa, Francesco Matacena. E proprio il primo cittadino ha risposto, in apertura di intervento, alle contestazioni arrivate circa la sua partecipazione all’evento. “Credo – ha detto il Sindaco – di operare sempre nel rispetto delle regole. Quest’aula consiliare è stata messa a disposizione di tutti coloro che ne hanno fatto richiesta. E’ il quarto incontro sul referendum al quale partecipo, non vedo nulla di male nel portare i saluti quando sono invitato”.
Proprio all’organizzatore è toccato aprire l’incontro e Paolo Santulli, come suo solito, non le ha mandate a dire, esponendo chiaramente la sua posizione e soprattutto le ragioni di questa sua scelta. “E’ un momento storico per il nostro Paese – ha detto Santulli – perché la magistratura ha necessità di essere modificata. Stiamo cercando di far approvare una legge che può migliorare la giustizia italiana e può aiutare tutti i cittadini. La separazione delle carriere è fondamentale affinché ci sia una terzietà degli organi inquirenti e non ci sia più ambiguità tra chi deve emettere una sentenza e chi, invece, fa le indagini. E’ una cosa che da sempre è stata presentata dai comunisti in Parlamento, una legge che doveva essere approvata già da tanto tempo, in questo momento invece gridano allo scandalo perché ci sono molti che sono preoccupati in quanto ovviamente con il sorteggio dei magistrati al CSM si toglierà molto potere a quanti hanno gestito e gestiscono la magistratura, perché come tutti sanno sono le correnti che determinano le nomine. E’ una linea che non può andare avanti in questi termini per cui noi riteniamo che sia obiettivo votare sì, sia corretto, sia giusto, noi non siamo contro nessuno né rappresentiamo nessuna parte politica, noi vogliamo una conquista civile che per noi diventa essenziale ed è per noi un punto di partenza per una riforma complessiva della giustizia perché si dovranno avere ancora altri interventi, perché ci sono ulteriori necessità”. Aggiungendo parole e considerazioni ascoltate in religioso silenzio dai tanti presenti: “Io sono testimone diretto delle disfunzioni dell’ordinamento e soprattutto della magistratura – ha aggiunto Polo Santulli. Amici miei, io mi sono dovuto trovare faccia a faccia con l’assassino di mia sorella perché una magistratura che non funziona ha messo in libertà un assassino riconosciuto esclusivamente sotto l’aspetto civile. Questo signore non ha fatto un giorno di galera, fortunatamente è morto e se la vedrà con la giustizia divina. Io non auguro a nessun sostenitore del no di poter subire quello che ho subito io, non glielo auguro, però se non cambiamo questa legge queste porcherie continueranno ad esserci”.

A colpire i presenti è stato anche l’intervento dell’ex Sindaco di Capua, Carmine Antropoli, che con la sua storia ha spiegato perché è diventato il responsabile provinciale dei Comitati del si. “Dopo tre anni che non facevo più il sindaco – ha detto – nel 2019, una mattina 15 carabinieri vengono a casa mia e mi arrestano. Io non sapevo perché fossi finito in carcere. Dopo qualche giorno arrivano i documenti e comprendo di essere stato accusato di aver fatto un patto politico mafioso per far vincere le elezioni a quello che era venuto dopo di me. Un patto che, ammesso ci fosse stato, era già fallace perché le elezioni le aveva perse. Nei miei confronti tutte accuse senza alcun riscontro, in realtà ero soltanto un target da abbattere così come lo erano stati tanti esponenti del mio partito. In provincia di Caserta c’è stata una mattanza politica nei confronti di chi era di Forza Italia, sono stati arrestati tutti i consiglieri regionali, la maggior parte dei Sindaci, quasi tutti i coordinatori. Tutti, a parte qualcuno, sono stati poi assolti. Dopo un processo durato quattro anni vengo assolto perché il fatto non sussiste. Era un’inchiesta che non doveva proprio partire, che è costata milioni di euro in intercettazioni, tra atti che non dicevano niente e distorsione di forze dell’ordine che anziché dedicarsi a prendere i delinquenti andarono a prendere un chirurgo, una persona perbene. Voglio pure capire che mi vuoi inquisire, ma dopo tre anni non posso reiterare il reato, non posso inquinare le prove, per quale motivo mi devi arrestare? Non vi dico, poi, quello che usciva sui giornali, meglio giornalacci, era quello che loro gli passavano mai un giornalista è venuto da me per dire scusa ma tu come la pensi? Era tutto organizzato, anche mediaticamente, perché ti dovevano distruggere. Immaginate lo stress che ha subito la mia famiglia, i miei figli”.

Seguitissimo anche l’intervento di Palamara “Ci avviciniamo ad un appuntamento, quello del referendum del 22 e 23 marzo – ha detto l’ex magistrato – che diventa fondamentale per la vita democratica del Paese. Il tema non è assoggettare la magistratura alla politica, ma rendere la magistratura più libera. La separazione delle carriere, e quindi del doppio CSM, è un tema al centro del dibattito non da oggi ma da più di trent’anni, da quando è entrato in vigore il codice di procedura penale e che auspica la separazione delle carriere proprio perché chi giudica deve essere posto in posizione di parità tra l’accusa e la difesa. Qui discutiamo di processi che toccano la vita delle persone ed anche la vita politica del Paese, chi voterà sì voterà per un sistema nel quale il processo si svolgerà nelle aule di giustizia e non sui giornali sui quali pubblicare intercettazioni o informazioni di garanzia per generare una gogna mediatica. Questa è la partita, ridare al processo la sua autonomia rispetto alla posizione servile di certa stampa e di certe posizioni politiche”.
Nella foto: l’intervento di Paolo Santulli, i saluti del sindaco Matacena ed il pubblico










