Una targa viaria sbagliata, fuori misura, addirittura appoggiata con due fascette sulla vecchia targa da sostituire. Agli occhi degli aversani (ma non solo) è apparsa come un’operazione di superficialità estrema, di vera e propria sciaguratezza amministrativa. Ma cos’è accaduto effettivamente? Prima di incontrare il vice Sindaco Alfonso Oliva, autore della mozione approvata in Consiglio comunale all’unanimità il 19 gennaio 2022 per intestare una parte di via Botticelli a Massimiliano Nestovito, il 23enne ammazzato nel 1998 dal suo migliore amico proprio di fronte alla contesta targa viaria, abbiamo cercato le carte perché le carte non mentono.


Il documento dirigenziale dell’11 dicembre 2025, firmato dalla Dirigente dell’Area Tecnica, Danila D’Angelo, determina di intitolare il primo tratto di via Botticelli, quello compreso tra via Michelangelo e via Raffaello, appostando una targa con il seguente toponimo “via Massimiliano Nestovito / vittima della violenza / Aversa 1974 – Napoli, 1998”. La determina specifica anche “quale testimonianza e rievocazione della memoria della comunità cittadina per un giovane che ha perso la vita per un gesto di cieca ed assurda violenza e simbolo di tutte le vittime della violenza”. Quindi nessuna confusione: nella determina dirigenziale è ampiamente spiegato che si tratta di una vittima della violenza e non di una “vittima della strada” così com’è comparso sulla targa.

Ora veniamo al secondo arcano. Perché la targa (sbagliata) era di tutt’altra dimensione rispetto a quella che doveva sostituire, tanto da essere attaccata sulla vecchia con delle fascette? E’ presto detto: le targa intitolate a Nestovito dovevano essere due, perché pure un bambino sa che una strada ha un’entrata ed un’uscita, ed invece ne viene prodotta una sola e posizionata alla fine del tratto da intitolare, all’incrocio con via Michelangelo. Oliva ordina semplicemente di posizionarla momentaneamente sulla vecchia targa dall’altro lato della strada, all’incrocio con via Raffaello, più vicino cioè al punto dov’è avvenuta la tragedia, anche per dare un più profondo significato alla cerimonia di scoprimento. Naturalmente cambiando posizione la targa ha una misura più piccola di quella che deve sostituire, ma non c’è tempo per rifarla perché il vice Sindaco si accorge della cosa un’ora prima della cerimonia.
Ed ora sentiamo Alfonso Oliva, che parte da lontano. “In un’ottica di squadra di governo, – dichiara subito il vice Sindaco – non sta a me ricordare cosa è accaduto e quali sono state le inefficienze amministrative relative alle luminarie poste da un ventennio sull’arco dell’Annunziata, al colpevole ritardo dell’appalto delle mensa scolastica, alle inefficienze relative al trasporto dei disabili o all’omesso pagamento per mesi dell’assegno di cura o in ultimo all’errata apposizione della targa in onore di Massimiliano Nestovito. In tale ottica – premettendo che chi amministra ha sempre torto e la mia richiesta non ha il fine di scrollarsi da responsabilità, tutt’altro me le assumo e chiedo scusa ai cittadini aversani – sentiti numerosi Consiglieri comunali ed Assessori, con l’intento di denunciare l’inefficienza cronica di taluni settori amministrativi dell’Ente, ho chiesto al Sindaco di effettuare una analisi organizzativa, verificare le effettive responsabilità al fine di valutare, tenendo conto delle rispettive competenze, l’opportunità di modificare e/o revocare le deleghe dirigenziali nei settori affetti da maggiore criticità”.
Oliva, poi, entra più specificamente nel tema: “Finalmente riconosco il “pupazzo“ De Michele che, per il tramite del suo ventriloquo sfiduciato e trombato, invia un comunicato stampa pessimo, fuori luogo e con il tatto di un avvoltoio. Forse perché si “sono” resi conto che questa Amministrazione e lo scrivente stanno trasformando in fatti una serie di mozioni che la ex maggioranza aveva “dovuto” approvare in Consiglio comunale, ma che poi non aveva mai realizzato: le onorificenze al Magistrato Presidente Unicef Nicola Graziano, al CT del Volley Pasquale D’Aniello, l’istituzione del nonno civico ed, in ultimo, l’intitolazione del primo tratto di via Botticelli a Massimiliano Nestovito. Bene avrebbero fatto il pupo ed il suo puparo a restare in silenzio ed a chiedere scusa ai familiari di Nestovito ai quali dovrebbero spiegare come mai, dopo la mozione a mia firma, approvata all’unanimità, in data 19 gennaio 2022, la precedente Amministrazione non abbia compiuto nessun atto per procedere al cambio di denominazione di detta strada fino alla sfiducia dell’ottobre 2023. A differenza loro, l’Amministrazione Matacena, che parla per atti, ha adempiuto a tutti gli atti propedeutici per la denominazione toponomastica del primo tratto di via Botticelli, oggi via Massimiliano Nestovito. Per un mero errore materiale certamente non imputabile alla parte politica, chi ha commissionato la targa o chi l’ha prodotta non ha letto bene la determina, errando sia nella didascalia che nelle dimensioni: di questo la “politica che non serve” vuole accusare il Vicesindaco? Concludo precisando che, come “loro” stessi affermano nel comunicato, la data era nota a tutti e noi, in rispetto ai familiari della famiglia Nestovito che abitano in altre regioni ed avevano affrontato un lungo viaggio, per un mero errore materiale del confezionamento della targa, allocata ad un’ora dall’evento, non abbiamo voluto annullare l’evento. Se ne faccia una ragione Consigliere: l’iter amministrativo è stato intrapreso e portato a termine: la materiale realizzazione della targa e la sua apposizione sono un errore materiale non addebitabile alla parte politica dell’ente!”.
Queste le dichiarazioni di Alfonso Oliva, che spiegano chiaramente anche perché la cerimonia di scoprimento della targa non è stata rinviata. Ora il caso è formalmente risolto perché la targa sbagliata è stata immediatamente sostituita, ma non è stato risolto nella sostanza. Rimangono, infatti, diversi punti interrogativi che la Dirigente D’Angelo dovrebbe spiegare pubblicamente. Vorremmo capire – questo è un fatto non formale ma sostanziale – chi, per esempio, ha commesso l’errore: il dipendente incaricato di ordinare la targa o il marmista che l’ha realizzata? E, nel caso fosse stato un dipendente, vorremmo anche conoscerne il nome. Perché – non ci nascondiamo dietro un dito – c’è il sospetto che qualcuno al quarto piano possa aver boicottato l’iniziativa. Naturalmente preferiremmo sbagliarci ma, guardando i livelli a cui la competizione politica dalle nostre parti è scesa in questi ultimi anni, non ci scandalizziamo più di nulla.
Nelle foto: Alfonso Oliva, la targa sbagliata e quella corretta e la determina-verità










