“Quanto emerso nel bel Consiglio comunale aperto conferma ciò che denunciamo da tempo: il servizio di igiene urbana ad Aversa è inadeguato e una delle cause principali è l’assenza di un sistema serio di monitoraggio e sanzioni nei confronti del gestore. Eppure, quando andiamo a leggere gli indirizzi per il nuovo Piano Industriale approvati dalla Giunta con la delibera n. 28/2024, scopriamo che di monitoraggio, controlli e sanzioni non c’è traccia. Non contiene una sola parola su questo tema. Un vuoto clamoroso. La Giunta si è limitata a indicare cosa fare (più spazzamento, più raccolta, isole ecologiche, ecc.), ma ha completamente dimenticato il come garantire che questi servizi vengano davvero eseguiti bene. Senza un sistema di controllo efficace e sanzioni proporzionate, anche il miglior piano industriale resta lettera morta. Questa è la stessa logica che ci ha portato alla situazione attuale: un contratto senza efficaci controlli e un gestore che sa di poter operare senza reali conseguenze. Se non cambiamo passo, il prossimo capitolato di appalto, che la maggioranza intende approvare, sarà destinato a ripetere gli stessi errori”. Come non essere d’accordo con le dichiarazioni del consigliere comunale d’opposizione Mauro Baldascino. E proprio le sue più che condivisibili osservazioni ci danno la possibilità di parlare (finalmente, dirà qualche amico che ci ha spronato ad intervenire) dell’agognato Consiglio comunale aperto sull’igiene urbana del 18 febbraio scorso, che si è aperto con tante aspettative e si è chiuso – come si temeva – con un nulla di fatto.
Noi iniziamo col dirla tutta e subito, a modo nostro, come facciamo sempre, senza peli sulla lingua: è stato un Consiglio comunale-beffa vista l’assenza dei responsabili della macchina amministrativa. Erano assenti la Dirigente al ramo, Danila D’Angelo, il funzionario ad Elevata Qualifica Raffaele Serpico, che poteva sostituirla, il Rup Diego Diana. Non erano presenti i responsabili della società che ha gestito il servizio rifiuti, né quelli della società incredibilmente subentrata. Troppe assenze: ci sorge il dubbio: il Presidente del Consiglio comunale Innocenti li ha invitati o no? Sta di fatto che i quesiti sollevati dai sindacalisti e da tutti coloro che sono intervenuti sono rimasti …senza risposta!
Perché Aversa è arrivata in queste condizioni? Perché non è stata bandita la nuova gara d’appalto per il servizio di igiene urbana, sapendo che il contratto con la Tekra sarebbe scaduto il 15 novembre? Cerchiamo di dare delle risposte. La ditta che ha vinto la gara per il quinquennio 2020-2025 non ha mai operato come avrebbe dovuto – un motivo in più per accelerare. E invece si arriva a metà novembre. Il contratto con la Tekra scade il 15 e la D’Angelo è costretta ad esercitare la proroga prevista dallo stesso contratto sottoscritto nel 2020. Altri sei mesi di passione alias di sporcizia e sudiciume per le strade: perché il servizio sarebbe dovuto migliorare se la ditta è sempre la stessa? Le cose addirittura peggiorano. I Sindacati sono sul piede di guerra. La Tekra rifiuta la proroga, passa il servizio ad un’altra ditta, i dipendenti per essere pagati devono fare la voce grossa e chiedere l’intervento del primo cittadino. Nel caos politico-burocratico-amministrativo i rifiuti rimangono per strada, si accumulano, tra le proteste degli aversani che pagano una Tari tra le più alte d’Italia.
Il Sindaco Francesco Matacena non è stato con le mani in mano. Ha messo nerosubianco note “complicate” per coloro che l’hanno ricevute, in primis la stessa Dirigente D’Angelo. E la D’Angelo è dovuta venire allo scoperto, mettendo nerosubianco puntuali riscontri. Il 10 febbraio scorso, così, scrive che ha sempre agito in “ottemperanza delle direttive fornite dall’Amministrazione comunale”. Falso: perché la Giunta Matacena con delibera n. 28 del 28 novembre 2024 ha ordinato alla Dirigente di predisporre la gara d’appalto dei servizi di igiene urbana di cinque anni …con clausola espressa di risoluzione immediata ed anticipata in caso di avvio del servizio unitario da parte dell’EDA Caserta. La D’Angelo non solo non dà avvio alla gara, ma interviene nel settore con tempi …al batticuore! Solo il 6 novembre 2025, – nove giorni prima della scadenza del contratto con la Tekra – si accorge che si tratta di “un servizio essenziale ed indispensabile che non può essere interrotto senza la conseguente compromissione delle condizioni igienico-sanitarie del territorio comunale” chiedendo i fondi tramite una variazione di bilancio per dare il via alla proroga. La Giunta comunale delibera il 13 novembre 2025, due giorni prima della scadenza del contratto, la copertura finanziaria della proroga del servizio. E così la determina di assegnazione della proroga alla Tekra è addirittura datata 14 novembre, il giorno prima della scadenza del contratto!
Un documento che ci ha lasciato increduli è la relazione sul “servizio di igiene urbana” firmata dalla stessa Dirigente dell’area tecnica, Danila D’Angelo, uno degli allegati obbligatori al bilancio di previsione. Ebbene la D’Angelo, dopo aver dato tutta una serie di dati inerenti il servizio stesso, chiude la relazione con “considerazioni finali” che lasciano senza parole, guardando le condizioni igienico-sanitarie in cui si trova Aversa. Prima di elencare tutte le cose che non vanno – non quisquilie ma “il mancato raggiungimento della percentuale di raccolta differenziata del 65%, i disservizi per mancata raccolta dei rifiuti e mancato spazzamento di strade cittadine, il mancato impiego di alcune spazzatrici meccaniche, la mancata erogazione di altri servizi” – la Dirigente scrive “il servizio svolto è risultato nel complesso soddisfacente salvo le seguenti criticità che hanno comportato l’applicazione delle relative penali contrattuali”. La D’Angelo, che è la Dirigente responsabile, considera il servizio di igiene urbana complessivamente positivo e rispondente alle aspettative, pur senza essere eccellente. “Soddisfacente” forse solo per coprire le sue mancanze ed i suoi ritardi!
Il dato grave è questo: non c’è alcuna collaborazione tra macchina amministrativa e politica. Ragionano e si muovono, in un settore vitale come quello dell’igiene urbana, a compartimenti stagni. Una paurosa mancanza di comunicazione che contribuisce ad alimentare le inefficienze. Ne volete una prova? La Dirigente D’Angelo scrive più volte all’EDA, l’Ente D’Ambito che prima o poi anche nella nostra provincia si occuperà del settore mettendo a gara il servizio di gestione integrata dei rifiuti. L’EDA non ha ancora dato il via alla gara, ma ha approvato il piano industriale provinciale. La D’Angelo chiede più volte all’EDA i dati contenuti nel piano industriale limitatamente al territorio aversano per preparare la nostra gara. Il piano industriale è stato approvato dall’Assemblea dei Sindaci dell’Eda, che è presieduta anche dal sindaco Francesco Matacena, perché con Caserta commissariata spetta ad Aversa la presidenza. La D’Angelo da qualche mese ha l’ufficio al secondo piano, a pochi metri dalla stanza del Sindaco, ma non va mai dal primo cittadino, – che è il Presidente dell’organo assembleare dell’Eda – per chiedergli di far valere il suo peso politico ed avere i documenti richiesti, salvo poi mettere nerosubianco che è stata impossibilitata a preparare in tempo la nuova gara per mancanza dei documenti che doveva trasmettere l’Eda!
L’Assessore, il nuovo Assessore, che nella vita fa l’avvocato, è assolutamente incapace di incidere in qualche modo. E dice bene Luca De Rosa – che sa di cosa si sta parlando per aver ricoperto con Lello Ferrara proprio il delicato ruolo di Assessore all’Igiene Urbana: “L’intervento dell’Assessore in Consiglio comunale è stato sconfortante”. Come sconfortanti sono state le sue dichiarazioni: “Sono solo due mesi che sono in carica, sto ancora studiando, però sollecito gli interventi quando mi segnalano disservizi”. Cioè l’Assessore che dovrebbe dare gli indispensabili indirizzi politici alla Dirigente riduce il suo ruolo a “segnalatore” dei disservizi: per fare questo bastava un tirocinante del progetto Gol!
La D’Angelo è lasciata dalla politica completamente sola. Il settore che era stato seguito per mesi dalla coppia forte Innocenti-De Gaetano, capace di mettersi in bella mostra sui social un giorno sì e l’altro pure, protagonista di un lavoro straordinario nello scegliere quali strade pulire, si è dileguata. Il corto circuito Tekra-dipendenti che ha rischiato di far scivolare Aversa nel baratro è risolto solo dal primo cittadino con tanta pazienza. Innocenti e De Gaetano comprendono forse che si sono inseriti in un gioco più grande di loro e si mettono da parte. Il Presidente del Consiglio comunale, che vedremo premiato anche dallo scranno provinciale (perché non votano i cittadini), prima fa fuori Olga Diana, rea di essersi opposta allo strapotere di Giovanni Zannini, poi fa fuori Eufrasia Cannolicchio, anzi non la fa proprio entrare nel ruolo di Assessore all’Igiene Urbana commissariandola subito, e poi regala l’assessorato alla consigliera comunale Lucia Aversano che punta sull’amica Giulia Lauriello. Così, tutto nell’assoluta tranquillità, come se stesse a casa a giocare a Monopoli perché la casella igiene urbana è di sua proprietà! Che Innocenti e De Gaetano siano a questo punto in grandi difficoltà cioè non sappiano che pesci pigliare è dimostrato anche dal loro silenzio assordante esercitato nel corso del Consiglio comunale aperto. Innocenti non ha aperto bocca, non è entrato nell’argomento, come se fosse una cosa che non lo riguardasse. Dopo aver contribuito non poco allo sfracello resta muto, smette i panni “stretti” di Assessore-facente funzioni e torna ad indossare quelli “larghi e comodi” di Presidente del Consiglio. Con Matacena che ancora una volta fa da parafulmine, incapace di aprire il vaso di Pandora per le conseguenze inaspettate ed incontrollabili che potrebbero venirne fuori.
Così il piano industriale della gara aversana (che non si farà) è lasciato solo alle cure della D’Angelo e di Serpico con la politica che resta ancora una volta a guardare. E qui bisogna ad onor del vero spendere più di una parola positiva per Dirigente e funzionario. C’è un altro problema, anche questo non trascurabile e lasciato “maturare” dalla politica spettatrice. L’EDA prende ancora tempo per l’indizione della gara a livello provinciale e la Dirigente, costretta dai fatti a pensare finalmente ad una nuova gara, nella riunione operativa del 26 gennaio scorso e nella successiva seduta della Commissione Ambiente del 30 gennaio, evidenzia che – sempre nelle more dell’individuazione da parte dell’EDA del gestore per l’intero ambito provinciale – la gara di Aversa per il solo servizio quadriennale (escluse somme a disposizione) è pari quasi a 30 milioni di euro oltre Iva, un importo superiore al limite per il quale il Comune di Aversa è qualificato come stazione appaltante. Cosa significa? Significa che il Comune come stazione appaltante può procedere ad una gara fino al costo massimo di 5 milioni di euro. Dunque? Dunque la Dirigente estrae dal suo magico cappello l’ultima, estrema soluzione: una “gara ponte,” nei limiti dell’importo indicato che coprirà il servizio per la durata massima di otto mesi. Tradotto significa che almeno fino al 15 gennaio 2027 il servizio di igiene urbana ad Aversa sarà assicurato e realizzato, molto probabilmente, nelle stesse discutibili e deprecabili condizioni di oggi, tenuto conto che nessuna ditta con un contratto di pochi mesi potrà investire risorse per ribaltare la situazione.
Il ginepraio igiene urbana è pronto ad arricchirsi di nuovi colpi di scena. Il Dec del servizio di igiene urbana, Vincenzo Cenname, oltre a segnalare i disservizi notevolmente aumentati negli ultimi quattro-cinque mesi, ha denunciato che nel passaggio di cantiere da Tekra a Ri.sam sono stati registrati 90 dipendenti effettivi rispetto ai 106 di capitolato, aggiungendo: “E’ anche vero che le sedici unità a tempo determinato fino al mese di gennaio a noi risultano come impiegati all’interno del cantiere”. Come sono state individuate le sedici unità lavorative a tempo indeterminato che lavorano da stagionali, con assunzioni da tre a sei mesi? Perché sono i più belli e i più grossi o perché sono stati segnalati? Non vorremmo che dietro queste assunzioni ci fosse la politica politicante interessata, più che a portare pane alle famiglie, ai voti per chi li ha proposti. Ma anche su questo fronte stiamo cercando di capire com’è andata effettivamente.
di Nicola De Chiara
Nella foto: operatori dell’igiene urbana in azione










