Somigliano a una lettera a cuore aperto le dichiarazioni del “presidentissimo”, Sergio Di Meo, in un video pubblicato in queste ore sui canali social ufficiali della Virtus Aversa. Dodici minuti in cui il massimo dirigente della società di pallavolo normanna ha cercato di fare chiarezza sugli ultimi risultati della squadra, lontani dalle aspettative della piazza e della dirigenza stessa.
Di Meo ha toccato il tema della direzione tecnica, passata a inizio anno da Giacomo Tomasello a Gianluca Graziosi; quello delle assenze pesanti di Motzo (presumibilmente out fino all’inizio dei play-off) e Volpato (rientrato, ma non nella sua migliore forma fisica); nonché il tema delle ambizioni e delle aspettative per il futuro. Assolutamente fiducioso in un – necessario – cambio di rotta, il presidente ha chiuso l’intervista con un messaggio per la piazza e la tifoseria: «Restiamo uniti!».
«Oggi è opportuno metterci la faccia come società. Sono il primo ad essere deluso: comprendo la rabbia dei tifosi – ha dichiarato il patron della Virtus. È d’obbligo parlare delle grandi assenze, ma con questo non voglio giustificare le nostre prestazioni. Siamo una squadra senz’anima, che alla prima occasione va giù e fatica a rialzarsi. Con Tomasello non c’erano più i presupposti per proseguire il rapporto. Le dinamiche interne di una società non possono essere date in pasto a tutti, ma quando arrivano problemi enormi nello spogliatoio la cosa più giusta da fare è salutarsi.
Evidentemente nemmeno quest’anno siamo pronti per il grande passo, ma ricordo a tutti quanto successo l’anno scorso con Cuneo – quinta in classifica fino all’ultima gara di Regular Season, ora in SuperLega. Non giustifico l’atteggiamento di nessuno dei giocatori, dal primo all’ultimo. Come società non sono qui con le mani in mano. Però ora parlo alla città di Aversa, al nostro tifo, al nostro pubblico: siamo partiti dalle mille persone della prima partita, siamo arrivati alle tre o quattrocento dell’ultima in casa.
Ora abbiamo veramente bisogno di voi, perché è giusto che questa squadra sia ancora una volta ovattata, coccolata. I risultati li facciamo alla fine… il presidente non è uno stupido. Cerchiamo di essere uniti, di stare vicini alla squadra. Stiamo programmando la prossima stagione sportiva, avremo un direttore sportivo che sarà il fiore all’occhiello del nostro campionato; stiamo allestendo anche il roster per il prossimo anno. Lo possiamo dire ora, visto che siamo a 13 punti dalla prima in classifica. Ci proveremo quest’anno, ci proveremo il prossimo anno, però abbiamo bisogno di tutti. Abbiamo bisogno delle istituzioni, che in questo momento sono lontane – ma noi speriamo sempre che possono avvicinarsi.
Abbiamo bisogno dei giocatori, dello staff tecnico, di un presidente che non si arrabbi, ma che sia razionale. Abbiamo soprattutto, però, bisogno dei tifosi. Cerchiamo tutti insieme di fare in modo che questo campionato possa finire nella maniera migliore possibile: anzitutto di terminare la Regular Season tra le prime quattro. Poi i play-off saranno un campionato a parte. Abbiamo sbagliato qualcosa, è vero. Ma sono sempre convinto che questa squadra, nel momento in cui “switcha” in emozioni positive, non è seconda a nessuno. Ci tireremo su le maniche: tutti. Cercheremo di essere più professionali, più attaccati a questa maglia. E sono convinto che, da qui a fine campionato, possiamo vedere una bella Virtus che ci dia tante soddisfazioni».
di Raffaele De Chiara
Nella foto il presidente della Virtus Aversa Sergio Di Meo










