In apertura dell’ultimo Consiglio comunale di ieri 10 febbraio 2026 è andato in scena uno psicodramma collettivo dal retrogusto politico tra i banchi dell’aula consiliare. Dopo che una primo mozione dell’opposizione era stata approvata in serenità ed all’unanimità, è scoppiata la bagarre che ha tenuto inchiodata la discussione in consiglio per quasi due ore. Il tema sembrava, in apparenza, di importanza relativa, la proposta di intitolazione della Sala della Memoria al Sindaco che l’aveva voluta oltre dieci anni fa, Giuseppe Sagliocco, una iniziativa della consigliera Nicla Virgilio già ampiamente annunciata sulla stampa e che aveva già raccolto i sentimenti favorevoli del sindaco Matacena e del gruppo di maggioranza Noi Aversani, che di Sagliocco è la creatura politica.
Ma in fase di discussione i primi distinguo sono arrivati proprio della minoranza consiliare, primo fra tutti il consigliere Privitera, secondo cui, per l’importanza e il valore del luogo dedicato agli uomini illustri della città, sarebbe risultata inopportuna una intitolazione ed un personaggio in particolare, proponendo di lasciare inalterata l’attuale denominazione e invitando il Consiglio ad una diversa modalità, condivisa da tutti, per onorare il Sindaco prematuramente scomparso nel 2016. Altri perplessità sul metodo sono giunte dai consiglieri di opposizione Baldascino e Carratù, mentre a favore della proposta si sono pronunciati il Sindaco e le consigliere Federica Turco e Federica Nicolò. L’improvviso colpo di scena che ha incendiato gli animi è arrivato dall’annuncio del presidente del consiglio Innocenti di svolgere la votazione con scrutinio segreto, supportato dal parere del segretaria generale per una interpretazione rigorosa dello statuto comunale.
L’annuncio ha fatto deflagrare la sala, palesando il malcelato conflitto tra il primo cittadino e il presidente del civico consesso, sempre più acceso nell’ultimo periodo. Dai banchi della maggioranza hanno iniziato a sentire puzza di imboscata, temendo che il voto segreto fosse un modo per impallinare la proposta nell’ambito delle schermaglie sempre vive tra il gruppone dei Moderati e il gruppo «Noi Aversani», e i toni si sono alzati, tra la consigliera Turco che minacciava di non partecipare al voto, il consigliere Raffaele Oliva di «Immagina
Aversa» che è corso in soccorso della maggioranza tentando di presentare una richiesta sottoscritta da otto consiglieri per ottenere il voto per appello nominale e il sindaco che tuonava di voler verificare tutte le precedenti deliberazioni assunte con voto palese. In un clima sempre più teso, fatto di occhiatacce e allontanamenti dall’aula, lo scontro si è spostato tutto nel campo dell’opposizione di centrodestra, con un lungo rimpallo di interventi tra la proponente Nicla Virgilio ed il consigliere di Forza Italia Gilberto Privitera con reciproche accuse di ipocrisie e secondi fini.
Alla fine la votazione con scrutinio segreto si è svolta regolarmente, con diciotto voti favorevoli su ventitré presenti, almeno tre in più della consistenza virtuale della maggioranza compreso il sindaco, ma forse anche qualcuno in più, dall’opposizione ha votato sicuramente a favore Imma Lama. Se il tentativo dei gruppi di minoranza era anche quello di acuire le crepe nella maggioranza, nella confusione che si è generata a risultare visibilmente spaccata e litigiosa è stata proprio l’opposizione, con la sinistra a far da spettatrice alle violente sciabolate tra gli esponenti di quel pezzo di centrodestra che siede in una, teorica, opposizione a Matacena. Sullo sfondo del dramma restano in penombra le tensioni per il voto del Consiglio provinciale del marzo prossimo, con inedite alleanze trasversali e accordi di voto che porteranno diversi Consiglieri comunali aversani a sostenere candidati di altri Comuni della provincia.
di Salvatore de Chiara
Nella foto di repertorio una seduta del Consiglio comunale di Aversa










