“Tu mi fai girar, tu mi fai girar come fossi una bambola” cantava nel lontano 1970 l’artista Patty Pravo, come a testimoniare un’emancipazione femminile che muoveva i suoi primi passi in una società che improntava il ruolo della donna ad oggetto, sfruttandola ed ignorando i suoi sentimenti. Eppure, le storie di cui si fa autrice e promotrice la giornalista e conduttrice televisiva Francesca Fialdini nel suo ultimo libro “Come fossi una bambola” per l’appunto, edito da Mondadori e scritto con lo psicoterapeuta Massimo Giusti, poco si distanziano da questa tematica, anzi, possiamo dire, che ne sono pienamente dense.
In occasione dell’apertura ufficiale della XXI edizione di Capua il Luogo della Lingua festival, (il festival letterario più longevo della provincia di Caserta) presso il Museo Campano di Capua diretto da Gianni Solino e, per iniziativa dell’organizzatore Giuseppe Bellone, si è svolta la presentazione del libro di una delle voci più audaci ed eclettiche del panorama televisivo italiano.
Francesca Fialdini, nota al grande pubblico per programmi di approfondimento e narrazione come “A ruota Libera” e concorrente dell’ultima edizione di «Ballando con le Stelle”, ha da sempre affiancato all’attività televisiva un percorso editoriale attento alle dinamiche emotive e relazionali del nostro tempo e periodo storico.
Dopo aver conquistato l’intero pubblico in sala con la sua eccellente professionalità intrisa di quella vivace simpatia che tanto la caratterizza, si è aperta con semplicità, rispondendo ad alcune nostre domande:

Il monologo iniziale del film “L’amore non va in vacanza” cita di un amore crudele che quasi uccide le sue vittime, si chiama Amore non Corrisposto. Cosa pensi di questa tipologia di Amore e come affrontarla?
Possiamo dare un nome più preciso alle dinamiche psicologiche che ci portano a rimanere in una storia dove non c’è lo sguardo dell’altro su di noi, ma al tempo stesso sono storie dove l’altro non ti lascia andare e tu non sei in grado di andare via. E’ come se ci fosse una prigione, invisibile perché di fatto le pareti non ci sono, come se la tua mente ti dicesse che devi restare, o perché hai paura, o perché ti senti insicura, o perché vuoi, a tutti i costi, che quella persona ti consideri, fino ad esaurire tutte le tue energie. Oggi, finalmente, la psicoanalisi e la psicologia possono venirci incontro anche nel conoscere meglio quelle ferite emotive che ci portiamo dentro da molto tempo.
Attraverso le storie del libro si parla anche di “trauma generazionale”, come si può interrompere questa progressione?
Intanto, cercando di capire da dove arriva quel trauma, perché forse la vita che facciamo non è veramente la nostra, è quella già vissuta da qualcuno prima di noi. E’ meraviglioso scoprire come l’eredità del trauma e il trauma che si trasmette di generazione in generazione oggi sia un argomento assolutamente sdoganato e studiato… il non detto è molto più potente di ciò che ci si dice e scava più a fondo. Quindi è un tema attualissimo e che ci aiuta a leggere anche le nostre relazioni d’amore.
Cosa ti è rimasto dell’esperienza a “Ballando con le Stelle”?
Una bellissima corsa a ostacoli, pensavo di non essere capace, di uscire la seconda puntata, invece ho imparato che ho delle risorse incredibili come le hai tu e le hanno tante donne che le soffocano e pensano di non avere talento: è sempre bello scoprire qualcosa di nuovo di noi. In fondo è stata anche un po’ una metafora del viaggio emotivo che ho fatto negli ultimi anni.
A nome del Sindaco di Aversa, di tutta l’Amministrazione e delle associazioni, ti invito a presentare il libro nella nostra città.
Con molto piacere. Avanti tutta!
di Elvira Ariano
Nelle foto: l’intervista a Francesca Fialdini e la conduttrice in primo piano










