Dopo un’attesa durata più di un decennio, la città di Aversa può finalmente tornare ad ammirare la facciata della chiesa dell’Annunziata, uno dei suoi simboli più rappresentativi. Il 6 agosto 2025 segna una data che resterà impressa nella memoria cittadina: l’impalcatura che per anni ha deturpato il prospetto principale del complesso monumentale è stata completamente rimossa, restituendo alla collettività un bene storico e artistico di inestimabile valore. Il cantiere, che per troppo tempo aveva oscurato la vista sull’antico portale e sui raffinati fregi, rappresentava una ferita aperta nel cuore del centro storico.
La struttura in tubi metallici, assi di legno e pannelli pubblicitari, inizialmente collocata per interventi di restauro mai del tutto compiuti, era divenuta con il tempo non solo un elemento di degrado visivo, ma anche un simbolo del blocco burocratico che troppo spesso paralizza la valorizzazione del patrimonio culturale. Per anni, numerosi appelli si erano susseguiti affinché si giungesse a una soluzione concreta.
Tuttavia, i tentativi messi in atto si erano rivelati vani, tranne che per la parziale rimozione dei pannelli pubblicitari avvenuta circa dieci anni dopo il montaggio originario dell’impalcatura. Il resto della struttura è rimasto al suo posto, continuando a nascondere una delle testimonianze architettoniche più significative della città normanna. L’inversione di tendenza è avvenuta in modo inatteso. Un episodio apparentemente casuale ha innescato una reazione a catena decisiva. Sul finire di novembre 2024, durante una visita al Comune per un’intervista istituzionale, il sottoscritto aveva notato una vecchia pubblicazione raffigurante l’ormai iconico “impacchettamento” del frontale dell’Annunziata.
Colpito da quell’immagine, avevo espresso al sindaco Matacena la speranza che si potesse finalmente intervenire. La reazione del primo cittadino mi sorprese: senza esitazioni, Matacena mise da parte ogni protocollo e, sospendendo momentaneamente l’intervista, iniziò una lunga serie di contatti telefonici per affrontare direttamente la questione. Dopo circa un’ora di fitti colloqui, riuscì a ottenere una rassicurazione da parte dell’Università che, in regime di comodato d’uso, ha da ben trentaquattro anni in gestione il complesso dell’Annunziata come sede della Facoltà di Ingegneria.
La condizione posta per procedere era l’approvazione della Soprintendenza, indispensabile per autorizzare ogni intervento su un bene vincolato. Una volta ottenuto il via libera, l’Università si era impegnata formalmente a smantellare la struttura provvisoria. Il sindaco, con un certo ottimismo, aveva affermato che nel giro di pochi mesi il cantiere sarebbe stato chiuso e l’impalcatura definitivamente rimossa. A distanza di poco più di otto mesi, quella previsione si è concretizzata. Nella mattinata del 6 agosto 2025, una fotografia inviata via cellulare ha immortalato la nuova veste della facciata della chiesa: priva di ostacoli visivi, illuminata dal sole, restituita al decoro originario. L’effettiva conclusione dei lavori, salvo imprevisti dell’ultima ora, è prevista per il 7 agosto 2025. Il merito di questo risultato va riconosciuto all’azione tempestiva e risolutiva del sindaco Matacena, il quale, pur non appartenendo alla categoria dei politici di lungo corso, ha saputo imprimere un’accelerazione significativa al processo.
La sua formazione da presidente dell’Ordine dei Commercialisti ha probabilmente influito su un approccio pragmatico e orientato alla concretezza, qualità che non sempre trovano spazio nella prassi politica tradizionale. È proprio questa mentalità, fondata sull’efficienza piuttosto che sull’attendismo, ad aver determinato l’esito positivo dell’operazione. Al primo cittadino va riconosciuto oggettivamente di aver vinto un’importante scommessa. Il superamento di un ostacolo rimasto irrisolto per oltre dieci anni rappresenta un fatto rilevante per la città e dimostra che, con volontà e determinazione, anche le situazioni più incancrenite possono trovare una via d’uscita.
Il ritorno alla visibilità del portale dell’Annunziata ha un significato che va oltre l’aspetto puramente estetico: si tratta di una restituzione simbolica alla comunità, che ora può tornare a contemplare un pezzo della propria storia. La facciata, con il suo pregiato bassorilievo, era stata per lungo tempo negata alla vista non solo degli aversani, ma anche dei visitatori che, sempre più numerosi, scelgono Aversa come meta di turismo culturale.
Questa riappropriazione del patrimonio artistico segna una svolta positiva, che potrebbe auspicabilmente estendersi anche ad altri ambiti della città. L’auspicio è che questo episodio possa ripetersi perché i problemi irrisolti da anni sono davvero tanti.
di Giuseppe CRISTIANO










