Il ribaltone operato dall’Amministrazione Matacena in Consiglio comunale è l’argomento del giorno ad Aversa. Abbiamo sentito gli esponenti dell’opposizione, i capigruppo consiliari e l’ex candidato a Sindaco del centrosinistra, Mauro Baldascino. Il coro è unanime: la maggioranza che è uscita dalle urne non esiste più.

Mauro Baldascino: “L’ultimo Consiglio comunale ha certificato ciò che tutti sapevano: la maggioranza uscita dalle urne non esiste più. Questa situazione è l’epilogo di uno stillicidio di crisi e conflitti interni che si trascina da un anno, consumando energie e paralizzando la città. Dinanzi a questa evidenza, il sindaco Matacena, invece di dialogare e coinvolgere tutti i suoi Consiglieri e gruppi di maggioranza, ha scelto di affidarsi a chi, con lucida premeditazione, ha esasperato i conflitti interni, ‘tenendo in caldo’ un Consigliere di minoranza per usarlo al momento giusto e ribaltare gli equilibri. Questa non è strategia politica: è pura gestione di potere. Un ribaltone costruito a tavolino che tradisce il mandato degli aversani. E chi oggi si vanta di essere ‘più forte’ ha dimostrato soltanto di essere disposto a tutto pur di restare a galla, anche a costo di calpestare il voto dei cittadini. Intanto, i veri problemi di Aversa – sicurezza, pulizia, trasporti, sviluppo culturale – restano senza risposte. Noi continueremo a fare il nostro dovere: resistere a questa deriva e ridare centralità alla volontà popolare”.

Nicla Virgilio (capogruppo consiliare Antonio Farinaro Sindaco): “E con l’ultimo Consiglio comunale, questa Amministrazione ha superato di gran lunga l’Amministrazione Golia in termini di ambiguità e ribaltoni politici. Mi dispiace per il sindaco Franco Matacena che non è riuscito a portare avanti i suoi progetti nobili e ambiziosi, ma evidentemente pensava di avere a che fare con una classe politica diversa legata ad ideali e valori condivisi. Purtroppo per lui ha dovuto abbandonare la retta via e intraprendere la strada vergognosa del ribaltone politico che, onestamente, non poteva non pensare di percorrere considerando le richieste sempre più incalzanti dei suoi Consiglieri di maggioranza. Ma più vergognoso ancora è stato vedere come un membro dell’opposizione, che ha sempre fortemente smentito qualsiasi voce sul suo conto che lo vedeva in maggioranza, diventare stampella e appendino di una maggioranza ormai sgretolata dopo appena un anno dal suo insediamento. Impegni lavorativi e familiari mi hanno tenuta lontano dal civico consesso nelle ultime sedute, ma forse è stata una fortuna non assistere alla vergogna che ancora una volta la mia città ha dovuto subire a causa di persone non legate a veri ideali politici, ma alla Poltrona”.

Imma Lama (capogruppo Fratelli d’Italia): “Quanto accaduto nell’ultima seduta del Consiglio comunale decreta una volta per tutte la debolezza politica e numerica della maggioranza che guida Aversa. Argomento all’ordine del giorno e’ stata la salvaguardia degli equilibri della maggioranza e delle poltrone più che la salvaguardia degli equilibri di bilancio, un atto che è stato approvato solo grazie al voto favorevole del consigliere Mottola, eletto tra le fila dell’opposizione. Quando una maggioranza non è in grado di garantire i numeri per approvare atti fondamentali o addirittura lo svolgimento stesso del consiglio comunale diventa superfluo parlare di coesione e di tenuta politica dell’amministrazione nonostante si faccia di tutto per affermare il contrario. La realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti ormai da un anno. Non basta sopravvivere in aula con i voti di chi non appartiene al proprio progetto politico: serve chiarezza, responsabilità e soprattutto rispetto per il mandato ricevuto dai cittadini. Aversa merita una guida stabile, trasparente e coerente, non una navigazione a vista basata su equilibri precari e accordi di giornata. Il sindaco dovrebbe avere il coraggio di smettere di far finta che va tutto bene e guardare una volta per tutte in faccia alla realtà: nonostante le stampelle, questa maggioranza non è in grado di reggersi sulle proprie gambe!”.

Dino Carratù (capogruppo consiliare di Forza Aversa): “All’indomani del Consiglio comunale, un dato è incontrovertibile: la maggioranza uscita dalle urne del giugno 2024 non c’è più! È iniziato il “mercato delle vacche” (espressione tanto brutta quanto efficace) che ha già assicurato un primo proficuo risultato, col Consigliere eletto nel M5S che si è inventato (non lui ovviamente…) una p.e.c. di appena 3 ore prima per dichiararsi indipendente, al solo fine di giustificare il voto favorevole al riequilibrio di bilancio. C’è poi l’ormai noto Consigliere Roberto Cesarini, alias Francesco Di Virgilio, quello dell’ultimo secondo prima del triplice fischio, quello a cui passano tutti i mal di pancia all’ultimo secondo. Dal canto mio, ho provato ad apportare qualche contributo in termini tecnici e politici, ma non ho potuto non contestare l’orientamento arbitrario e distorsivo che si voleva dare del TUEL, dello Statuto comunale e del Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale: per approvare il bilancio e gli atti ad esso collegati (quindi anche il riequilibrio) c’è bisogno della maggioranza assoluta, dunque 50% dei consiglieri assegnati + 1, cioè 13 voti favorevoli. Risultato che hanno raggiunto solo grazie alla piroetta di Mottola e grazie al pronto soccorso di Di Virgilio. È stato, poi, oltremodo mortificante assistere agli attacchi – diretti e indiretti – rivolti alla Segretaria generale da parte della maggioranza, atteggiamento ingeneroso nei confronti dell’organo apicale, scelto da Matacena, che è prima di tutto garanzia di correttezza del procedimento amministrativo. Alla dott.ssa De Chiara desidero esprimere la mia personale solidarietà. Non hanno né numeri né argomenti e per distogliere l’attenzione attaccano i loro stessi dirigenti”.

Marco Girone (capogruppo consiliare Partito Democratico): “Una maggioranza alla deriva. Si è concluso un Consiglio Comunale fiume, durato oltre 12 ore, in cui è accaduto di tutto. Una maggioranza ormai senza numeri, incapace persino di approvare il DUP e la salvaguardia degli equilibri di bilancio senza cercare stampelle tra le opposizioni. Il colmo? Un consigliere che, in piena seduta, ha inviato una PEC per uscire dal Movimento 5 Stelle, si è dichiarato “indipendente” e subito dopo ha votato a favore della maggioranza. Un copione già scritto, una recita mal recitata. Un gesto che non ha nulla a che fare con l’indipendenza, ma molto con la sottomissione politica. Un comportamento che calpesta il mandato ricevuto dai cittadini, che sposta l’equilibrio non per convinzione ma per comodità. Chi cambia bandiera in corsa, solo per tenere in piedi chi non ha più i numeri, non è un libero pensatore, ma un complice consapevole. E la maggioranza? Non solo incapace di governare, ma anche pronta a tutto pur di rimanere in piedi. Senza numeri, senza progetto. Una coalizione alla frutta, che sopravvive solo grazie ai ripescaggi dell’ultima ora, senza trasparenza né coerenza”.

Mario De Michele (capogruppo consiliare La Politica Che Serve): “Finalmente Mottola ha gettato la maschera e, come già pensavamo da tempo, non è mai stato trasparente, sincero e leale con i colleghi di minoranza. È un anno che facciamo i conti con la sua ambiguità in Consiglio e nei gruppi di minoranza. Sono state più le volte che ha detto no alla minoranza che all’Amministrazione comunale, cercando però sempre di mantenere due piedi in una scarpa. Noi andiamo avanti ritenendo finita l’esperienza politica di questa Amministrazione comunale che tirerà a campare fino alle Regionali”.
di Nicola De Chiara
Nelle foto: i consiglieri di minoranza Mauro Baldascino, Nicla Virgilio, Imma Lama, Dino Carratù, Marco Girone e Mario De Michele










