Anche in seconda convocazione (ma quello che è accaduto stamattina e che accadrà alla ripresa dei lavori dell’assise oggi pomeriggio alle 16,00 sarà oggetto di un ulteriore approfondimento) il gruppo di maggioranza “Aversa Azzurra” non si è presentato, aprendo così ufficialmente la crisi per l’Amministrazione Matacena.
Le minoranze hanno tuonato in aula contro questa convocazione ritenuta illegittima perché in palese violazione del Regolamento del Consiglio comunale di Aversa. Perché il Consiglio comunale per approvare i riequilibri ed il Dup (Documento Unico di Programmazione) è stato convocato senza aver prima convocato la Commissione di riferimento, quella al Bilancio. Una decisione assunta in dispregio dell’art. 66 del Regolamento che al comma 4 recita: “Il Presidente del Consiglio, sentito i Presidenti delle Commissioni Consiliari, può stabilire quali provvedimenti possono essere sottoposti all’esame del Consiglio, senza preventiva istruttoria da parte delle Commissioni consiliari”. Cioè è possibile convocare il Consiglio senza l’istruttoria da parte della Commissione consiliare, ma a condizione che il Presidente del Consiglio senta il Presidente della Commissione stessa. Questo sarebbe forse pure accaduto, ma quando si tratta di Adele Ferrara, che è la Presidente della Commissione Bilancio, alla maggioranza si chiudono gli occhi ed emerge solo una sfrenata sete di vendetta.

In assise è stato soprattutto il consigliere di minoranza Gilberto Privitera a sollevare la questione. E lo ha fatto a modo suo, senza tentennamenti, sapendo bene quello che diceva. La maggioranza ha tentato di tenergli testa, ma si è arrampicata solo sugli specchi. L’hanno messa sul piano dell’urgenza, ma non esiste urgenza legittima quando i ritardi sono imputabili solo ed esclusivamente alla lentezza della macchina politica e burocratica comunale. Se il Presidente del Consiglio avesse voluto rispettare le norme ed il termine di legge per approvare il Dup (31 luglio), doveva semplicemente anticipare i tempi, incaricando prima Ferrara di convocare la Commissione e poi convocare il Consiglio. Non c’era tempo di fare tutto questo? L’art. 66 – come abbiamo visto – ti dà anche l’alternativa: bastava alzare il telefono, chiamare Adele Ferrara e chiederle il consenso preventivo.
Oltretutto gli atti alla presidente della Commissione dovevano essere inviati con un congruo anticipo rispetto alla convocazione della seduta del Consiglio, come detta il comma 2 dell’art. 66 del Regolamento del Consiglio comunale di Aversa: “La Commissione di norma entro dieci giorni si esprime in merito”, che sta a significare che la Commissione ha bisogno di tutto il tempo necessario all’istruttoria.
Messa così sembra solo un problema burocratico, ma in realtà la questione nasconde qualcosa di più profondo ed inquietante. Ed è ancora una volta Gilberto Privitera a sintetizzarlo con grande capacità: “In realtà – ha chiarito Privitera – se dovesse passare il concetto che è possibile tenere il Consiglio comunale anche in assenza della preliminare istruttoria cui sono tenute le Commissioni consiliari e senza il parere del Presidente della Commissione competente, parere autorizzativo, si finirebbe col sovvertire le funzioni degli organi istituzionali, divenendo le Commissioni consiliari ed il Consiglio comunale organi ratificatori del deliberato politico del Sindaco e della Giunta. Viceversa la Giunta da organo esecutivo diverrebbe organo politico in sostituzione del Consiglio comunale”. E’ questa la partita che si gioca? Sindaco e Giunta vogliono ridurre il Consiglio comunale a mero organo ratificatore e non politico? Ai posteri l’ardua sentenza!
di Nicola De Chiara
Nella foto: Gilberto Privitera in assise e l’art. 66 del Regolamento del Consiglio comunale di Aversa










